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Storia medievale cavalleria

Ci sono quattro periodi nella storia della cavalleria medievale. Il periodo della fondazione, cioè il tempo in cui la Chiesa condusse la sua lunga lotta contro la violenza che travolse l'epoca e finché non riuscì a far fronte allo spirito crudele delle guerre feudali, che fino ad allora non riconoscevano altra legge se non la forza bruta.

Primo periodo: Crociate

Le Crociate inaugurarono un'era d'oro della cavalleria e i Crociati servirono da modello per il cavaliere perfetto. Salvare la Terra Santa dal dominio musulmano e proteggere i pellegrini divenne l'oggetto del suo giuramento. In cambio, la Chiesa lo prese sotto la sua speciale protezione e gli concesse eccezionali privilegi secolari e spirituali, come il perdono di tutti i peccati, l'esenzione dalla giurisdizione dei tribunali secolari e, come mezzo per finanziare il viaggio in Terra Santa, ai Cavalieri fu dato un decimo di tutte le tasse ecclesiastiche.

Secondo periodo: Ordini militari

Dopo la presa di Gerusalemme, la necessità di disporre di un esercito regolare divenne innegabile. Da qui sorsero gli Ordini Militari che, come quarto voto monastico, fecero il voto di intraprendere una costante guerra santa contro gli infedeli. In questi ordini, il più grande dei quali era l'Ordine dei Poveri Guerrieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme, si verificò un'efficace fusione di spirito religioso e militare, grazie alla quale lo sviluppo della cavalleria raggiunse il suo apogeo. Inoltre, la cavalleria medievale aprì così un nuovo capitolo nella storia della letteratura. Ha aperto la strada al romanticismo epico nella letteratura, riflettendo gli ideali della cavalleria e glorificandone i successi e le conquiste. I centri principali di tale letteratura, diffusa in tutta Europa dai trovatori, furono la Provenza e la Normandia.

Terzo periodo: Cavalleria secolare

Con la fine dell'epoca delle Crociate, la cavalleria cominciò a perdere costantemente il suo aspetto religioso. Durante questo terzo periodo di sviluppo, l'onore cominciò ad essere considerato la principale virtù della cavalleria. Lo spirito d'onore riempì le cronache della lunga Guerra dei “Cent'anni” tra Inghilterra e Francia.

Quarto periodo: cavalierato di palazzo

Durante questo periodo, il cavalierato si trasformò in un servizio di palazzo, il cui scopo era stabilire lo splendore e lo splendore dei Sovrani.
Gli ideali cavallereschi continuarono ad esistere, forse solo perché, nonostante la scomparsa della realtà cavalleresca, si diede libero sfogo alla fantasia. Nel XIX secolo, quando nessuno leggeva più Aristo, Sir Walter Scott e altri romantici iniziarono a scrivere su temi cavallereschi.

Oggi

Oggi, nel 21° secolo, lo spirito cavalleresco rinasce con nuova vitalità. La vocazione al servizio della nobile causa seguita da chi segue la Via Cavalleresca ha alle spalle il difficile compito di preservare i grandi valori dell’umanesimo.